• Esta es mi vida
    Messina - Teatro Vittorio Emanuele
    16-06-2019

ESTA ES MI VIDA… EL CHE

16 GIUGNO 2019 - ORE 21:15

TEATRO VITTORIO EMANUELE - MESSINA


Lavoro teatrale di Nero Toscano in due atti della durata stimata di 120 min (Alfredo Catarsini)

Per innamorarsi di un personaggio del quale si è sempre sentito parlare , occorre che si creino quelle combinazioni ormonali che ti portano a decidere di entrare dentro la sua vita , dapprima per pura curiosità, poi per inquadrarlo storicamente e geograficamente, sino a diventare giorno dopo giorno un neurone del suo cervello, per capire quali sono i suoi processi mentali, per arrivare a capire cosa sente , cosa prova, come vive se stesso, come si riflette sugli elementi storici che ha vissuto, in buona parte determinandoli e scrivendone la storia.

Ho consultato documenti ufficiali, in primis il libro scritto da J.M.Guevara, suo fratello, il libro LATINOAMERICANA ovvero i diari della motocicletta, fino a consultare buona parte dello scibile documentaristico presente sul web, attingendo a programmi di sicuro affidamento, Voyager, Rai, Mediaset, redatti in italiano e in spagnolo. Giorno dopo giorno nasceva un personaggio, dai contorni sempre più definiti, che ho seguito dalla sua nascita sino alla morte.
A questo punto ho capito che la sua vita, costruita e scandita da un carattere che via via assume caratteristiche di fermezza , coraggio, integrità e che si forma innanzi tutto in un contesto familiare eccezionale, la si può inquadrare in due periodi, ovvero i pre e post rivoluzionari.
Ho scelto di trattare quel percorso che porta un bambino nato a Rosario a diventare un’ icona storica, studiando quei rapporti familiari e di amicizia che lo portano a sbarcare a Cuba il 2 dicembre del 1956.

Il lavoro quindi si sviluppa nell’ epoca prerivoluzionaria, dando anche uno spaccato storico dell’ Argentina peronista e di un sud America sotto il completo giogo politico degli USA e delle sue lobby internazionali.
In tutti gli argomenti trattati è sempre presente la figura di Ernesto Guevara de la Serna, che ha vissuto, spesso sulla sua pelle, non solo la storia del suo paese, paradossalmente forse quella vissuta di meno, ma anche la storia del continente latino americano , da lui visto come un’entità unica e unitaria, da sottrarre al colonialismo yankee.

Chi era, cosa pensava, come viveva, come nutriva il suo cervello, i suoi amori, 3 per la verità, due mogli e uno giovanile, che forse avrebbe potuto negare alla storia il personaggio Guevara.
Si assiste al discioglimento dell’ uomo nel mito, giorno dopo giorno, fatto dopo fatto.
Si assiste alla nascita di un carattere che anteporrà gli ideali all’uomo stesso, gli argentini dicono “pongase el corpo “, che anteporrà l’ essenza del suo spirito ai sentimenti quotidiani.
Ricca la corrispondenza epistolare, soprattutto con la madre Celia de la Serna, nella rappresentazione della quale ho eliminato i concetti di spazio con degli artifizi che indurranno lo spettatore al sorriso. Ricchi i richiami al tango, ricca e in taluni passaggi direi quasi azzardata la scelta delle musiche, che pescano non solo nel tango argentino ma anche nella tradizione culturale siciliana, così ricca di pathos e di carnalità e nella tradizione cantautoriale italiana.
Utilizzo anche espedienti cinematografici, in una visione personale di un teatro che sta al cinema e che torna al teatro, con uno scambio di informazioni e un andirivieni di sensazioni che rompe in parte, con delicatezza, gli schemi precostituiti introducendo un nuovo modo di intendere il teatro senza creare strappi bensì regalando nuove chiavi di lettura scenica e recitativa.
La prevedibile e ricca frammentarietà delle informazioni acquisite mi ha condotto a usare degli espedienti atti a legare le scene, nella fattispecie utilizzo la multimedialità, una voce narrante che risponde a un personaggio preciso della vita di CHE GUEVARA.
NERO TOSCANO